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Questo
Diario, pubblicato per desiderio della figlia Anna Maria, è una preziosa
testimonianza di uno di quei soldati, come Rino Manica, che l'Italia
dovrebbe degnamente ricordare e onorare. Pur trovandosi in una guerra non
sentita, perché priva di qualsiasi giustificazione, essi hanno combattuto
valorosamente in condizioni avverse, subendo una lunga prigionia e
sacrificando la vita o i loro anni migliori.
Rino Manica ha voluto registrare nel suo Diario – seguendo con puntuale
precisione le sequenze cronologiche dei cinque anni di guerra e di prigionia
vissuti sul fronte balcanico e nei lager della Polonia e della Prussia – le
"emozioni" suscitate in lui dalle sconvolgenti vicende nelle quali
si è
trovato suo malgrado coinvolto.
Egli ne vive la drammatica realtà fino allo spasimo, e ci
appare ostinatamente impegnato nella ricerca – attraverso la scrittura
letteraria – di un senso da dare alle sue esperienze della violenza e del
disumano. "Sbattuti in ogni loco / come fuscelli in mezzo alla tempesta, /
presi, respinti, ripresi, avvoltolati / fra i raggi dell'immane ruota ..."
dicono i versi che alla fine del racconto ripercorrono gli anni del Diario.
Qui la Danimarca, "terra gentile", accoglie l'autore con i
suoi compagni sottratti al vasto naufragio, e, quasi si realizzasse 1'
"happy end" di una bella favola, la principessa riesce a restituirli alle
gioie dell'esistenza preparando il loro ritorno in Italia, consapevoli del
contributo dato alla "Redenzione" della Patria attraverso la prigionia e il
loro sacrificio.
prezzo di vendita:
euro 4,00
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