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Memorie
Storiche
per la vita e gli scritti del canonico Francesco
Leopoldo Bertoldi argentano raccolte da Giuseppe Boschini ferrarese
a cura di Vanni Geminiani e Rino Moretti
presentazione di Giovanni Montanari |
Memorie storiche per la vita e gli scritti di F.L. Bertoldi argentano,
tratto da un manoscritto inedito di Giuseppe Boschini del 1829, editore
Edisai di Ferrara, 96 pagine al prezzo di 8 euro.
Il ferrarese Boschini (1791-1854) è stato considerato un «profondo
archeologo, valente cultore di storia patria, scrittore di Belle Arti». Era
particolarmente legato allo storico argentano F.L. Bertoldi (1737-1824), che
considerava suo maestro e di cui ammirava la profonda cultura, la rara
modestia, la semplicità dei modi. Dopo la sua morte, Boschini volle
celebrarne la vita e gli scritti in una breve ma accurata biografia, che
viene pubblicata per la prima volta a cura di Vanni Geminiani e Rino
Moretti, con una introduzione del prof. Don Giovanni Montanari. Di questo
manoscritto esistono tre copie, due conservate presso la Biblioteca Ariostea
di Ferrara e una presso la Biblioteca Comunale di Argenta. Il ritratto del
Bertoldi, riprodotto nella copertina del libro, venne eseguito nel 1818 dal
«Signor Boldini». I curatori ritengono che questo disegno, tratto da uno dei
due manoscritti ferraresi, possa essere attribuito con buona attendibilità
ad Antonio Boldini (1799-1872), stimato ritrattista e copista cui Bertoldi
era legato da buona amicizia, padre del più famoso pittore Giovanni
(1842-1931).
Nella sua introduzione il prof. Don Giovanni Montanari, direttore
dell’Archivio Arcivescovile di Ravenna, mette in rilievo la figura del
canonico Bertoldi nelle aree del suo maggior interesse: quella ravennate e
quella ferrarese. Ebbe un ingegno chiaro e acuto, con un amore instancabile
per gli studi, ed è stato definito «storico, letterato e antiquario», nel
senso di ricercatore e studioso di oggetti antichi. Ordinato sacerdote nel
1760, insegnò grammatica e materie umanistiche ad Argenta e a Budrio; a
Ravenna fu Maestro di Casa dell’Arcivescovo Antonio Cantoni e Rettore del
Seminario. A Ferrara ricoprì l’incarico di «Antiquario dell’Università e
custode del Museo» e divenne Segretario dell’Arcivescovo Paolo Patrizio
Fava. Fu iscritto a numerose accademie letterarie italiane e contribuì a far
risorgere ad Argenta l’antica Accademia dei Fluttuanti, di cui fu Segretario
col nome di Intraprendente.
A quanto si apprende dalle Memorie del Boschini e dalle Cronache di Argenta
degli anni 1796-99 (recentemente pubblicate a cura di Roberto Balzani), il
Bertoldi registra con una certa amarezza i radicali cambiamenti portati dai
giacobini: la soppressione delle antiche confraternite, la limitazione delle
cerimonie religiose, la sottrazione di beni della Chiesa, la distruzione di
alcune lapidi o degli stemmi di antiche famiglie argentane dalle colonne di
marmo. Come scrive Don Montanari, il suo orientamento è indubbiamente
riconducibile «a certa tradizione di “conservatorismo” ravennate
“illuminato”».
La corposa corrispondenza che egli tenne con un’ampia cerchia di eruditi,
conservata in gran parte alla Biblioteca Trisi di Lugo, fa comprendere la
stima che godeva presso di loro. Con le sue Memorie storiche d’Argenta (in 5
tomi) Bertoldi si affianca degnamente agli autori di storie municipali a
carattere erudito, scritte in Italia verso la fine del Settecento. Dopo i
primi volumi, per i quali ebbe un modesto contributo dal Consiglio del
Comune, poté finire la sua ricerca in virtù di un contributo di 10 scudi
mensili versatigli dal concittadino benefattore Gian Luigi Marianti.
Rilevanti sono i suoi scritti sulla topografia storica del territorio
compreso tra Ravenna e le foci del Po.
Il Boschini afferma di aver scritto la biografia del Bertoldi nell’intento
di tributare all’illustre argentano «un atto di gratitudine all’amicizia»,
lasciando ad altri il compito di «tesserne fiorito encomio». Egli lo
descrive «dotato di un ingegno facile e chiaro, d’un cuor sincero ed
amichevole, quantunque un poco fervido nelle contese, d’un tratto
urbanissimo col quale si captivava l’animo di chi l’ascoltava. Sebbene
oppresso dagli anni, conservò fino all’ultimo una mente lucidissima e una
certa amenità nel discorso che lo rendeva caro a tutti». Vengono anche
riportate le dotte epigrafi in latino, affisse al letto di morte secondo
l’uso del tempo, che confermano l’ammirazione per la sua cultura e il legame
che egli aveva con la sua città, e un «Catalogo delle produzioni letterarie»
del Bertoldi.
Alla fine del libro i curatori hanno voluto inserire l’Ode che Giocondo
Bacilieri, Segretario Comunale di Argenta, compose in occasione del
trasporto della salma del Bertoldi dal cimitero alla Chiesa Collegiata di
San Nicolò (l’8 giugno 1843), piena di affettuosa ammirazione. Inoltre viene
riprodotta l’epigrafe della lapide marmorea, salvatasi dalle distruzioni
belliche, il cui testo è stato scritto dal famoso latinista Luigi Crisostomo
Ferrucci. Molti cittadini di Argenta esprimono l’auspicio che venga presto
restituita alla cattedrale di San Nicolò e possa testimoniare, con le sue
elevate parole, le doti di questo illustre argentano. Il libro si conclude
con un elenco di documenti, lettere e manoscritti conservati presso diverse
biblioteche e riconducibili all’attività del Bertoldi, per coloro che
vorranno approfondirne la ricerca o per future pubblicazioni.
Info:
Rino Moretti
Tel. 0532-804.498 |
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