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LOU-d CAGE
INTERVISTA AI
: : : LOU-d CAGE : : :

 
ArgentaWeb ha incontrato i LOU-d CAGE nella sala di registrazione SOLARIS RECORDING STUDIO di Argenta (FE), mentre ultimavano il loro prossimo lavoro discografico, dal titolo NO CAGE, che verrà presentato in anteprima nelle date italiane del mese di Agosto. Sono reduci dal Concorso Internazionale dei Musicisti di Strada, tenutosi a Matadepera, in Spagna, che li ha visti inaspettatamente vincitori. Si sono aggiudicati il prestigioso premio ‘Popular’, risultando i più graditi dal pubblico tra 15 gruppi e artisti europei esibitisi, risultato di una prima selezione composta da una quarantina di nomi da tutta Europa. Il premio ‘Popular’ è probabilmente il più importante riconoscimento per quel che riguarda la Musica di Strada.

I LOU-d CAGE sono:
Mauro Pambianchi, Luca Stefanati, e Gianni Bovenzi.

L’intervista che ne è risultata esprime l’anima del gruppo. E’ proprio grazie al divertimento che provano nel suonare e nell’affiatamento che li lega che la loro musica prende forma.
 


DA QUANTO TEMPO SUONATE?
Mauro: da sei anni.
 
DA DOVE E’ NATA L’IDEA DI UN GRUPPO DI PERCUSSIONI ‘ETNICHE E SPERIMENTALI’?
Mauro: da noi. Ci siamo incontrati durante il servizio civile, e tra un servizio e l’altro abbiamo cominciato a battere su porte, tavoli, pareti e quant’altro… Più che altro per non annoiarci.
 
QUINDI AVETE INIZIATO PER CASO…
Mauro: no! Niente è per caso, ma tutto è percussion! (ride)
 
QUANDO LA BAND HA INIZIATO, IMMAGINAVATE TUTTO QUESTO SUCCESSO?
Luca: ovvio, anzi, noi pensavamo di averne di più… (ride)
Mauro: infatti, noi pensavamo che andasse molto molto meglio.
Gianni: sì, pensavamo di andare molto meglio: ci siamo trovati nei casini da un momento all’altro…(ride)
 
QUAL’E’ IL PERICOLO MAGGIORE CHE AFFRONTANO I LOU-d CAGE?
(ridono)
Gianni: la droga…(ride)
Luca: la droga e l’alcol. Anche gli incontri omosessuali. (ride)
Mauro: no, il pericolo maggiore è quello di andare un po’ troppo oltre le nostre possibilità. Poi direi anche tutti i viaggi di testa che ci facciamo, perché a volte esageriamo un po’ troppo…
 
CHE TIPO DI VIAGGI DI TESTA?
Mauro: beh, tipi di viaggi: quando tu ti lasci prendere da quello che fai saltano fuori cose a cui non penseresti mai.
 
L’ANNO SCORSO SIETE IMPROVVISAMENTE DIVENTATI RICHIESTI IN TUTT’ITALIA NEI DIVERSI FESTIVAL BUSKERS E DI ARTISTI DI STRADA. COME CI SI SENTE?
Gianni: non ce ne siamo accorti…
Mauro: è bello. E’ una cosa che ci piace molto. Posti nuovi… e poi il contatto con il pubblico è sempre emozionante. Vero Luca?
Luca: dico che il contatto fisico con la gente è una cosa che mi piace molto, in particolare quella ragazza di Novara…
(ridono)

IL 90% DELLE BAND SNOBBA IL MONDO DEI SALTIMBANCHI, OVVERO GLI ARTISTI DI STRADA, FORSE PER IL GUADAGNO ‘A CAPPELLO’ CHE PUO ERRONEAMENTE ESSERE SCAMBIATO PER UN CHIEDERE L’ELEMOSINA. VOI COME VI SENTITE AD ESSERE ARTISTI DI STRADA?
Luca: beh, chiedere l’elemosina è fantastico. (ride)
Mauro: direi che per noi è essenziale. Per un certo periodo abbiamo fatto i barboni e già ci tiravano le monetine così, senza far niente… (ride)
Gianni: esatto, abbiamo scoperto che la strada è la nostra strada…
Mauro: ecco, direi che la frase ‘la strada è la nostra strada’ mi piace molto.
 
VOI AVETE ANCHE DIVERSE ESPERIENZE NEI TEATRI E NEI LOCALI, MA A QUESTE REALTA’ ARTISTICHE PREFERITE QUINDI LA STRADA?
Mauro: noi portiamo il teatro in strada…
Gianni: …e la strada nel teatro.
 
MA QUALI DI QUESTE REALTA’ VI DANNO PIU’ EMOZIONI?
Mauro: mah, tutte. Noi cerchiamo di essere noi stessi in tutte le realtà artistiche; in tutte le occasioni. Quando suoniamo non facciamo altro che questo: essere noi stessi, e mostrarlo alla gente.
 
QUAL’E’ IL VOSTRO RAPPORTO CON LA GENTE CHE INTERVIENE ALLE VOSTRE ESIBIZIONI?
Gianni: dopo un po’ rompono i le scatole. (ride)
Mauro: sono talmente tanti che alla fine facciamo fatica a gestire la cosa e perdiamo sempre degli strumenti, perché rotti o rubati…(ride)
Gianni: sì, ci sono troppi ladri.
Luca: sarebbe sufficiente che passassero e lasciassero i soldi…
(ridono)
Mauro: no, seriamente, è la cosa più bella. Un rapporto di Amore e Psiche con il pubblico.
 
i LOU-d CAGE HANNO UN’IMMAGINE PIU’ ‘SERIA’ DI QUEL CHE SI PENSA DEBBA ESSERE LA REALTA’ DI UN GRUPPO DI PERCUSSIONI, CHE TROPPO SPESSO, IN ITALIA, VENGONO CONFUSI CON MOVIMENTI POLITICI. TUTTO IN VOI, DAL MARCHIO CHE VI SIETE SCELTI, PASSANDO DA CHI SIETE, E FINENDO CON LA VOSTRA MUSICA DA’ L’IDEA DI UN GRUPPO ‘SERIO’.
Gianni: ma chi è che dice ciò? Noi non siamo fricchettoni, ma neanche seri…
Mauro: sì, il nostro passato di barboni ci ha permesso di rivalutare la nostra situazione…(ride)
Luca: sì, in effetti io sono un bancario, Mauro è diplomato in conservatorio, e Bove è un maestro di scuola elementare… più seri di così…
 
EFFETTIVAMENTE APPARENTEMENTE SEMBRATE COSì DIVERSI: MAURO APPARE COSì PROFESSIONALE MA FUORI DA OGNI SCHEMA; GIANNI INVECE E’ L’UNICO CHE SEMBRA UN FRICCHETTONE MA PACATO, MENTRE LUCA SEMBRA COSì FIGHETTO E IRONICO.
Mauro: no, è fighetto e basta, senza ironico.
Luca: davvero?
Mauro: guarda, Gianni all’inizio lo odiavo senza neanche conoscerlo. Ci guardavamo in cagnesco e in gattesco. Luca invece è l’unico con cui mi trovavo tra gli obiettori. Aveva un taglio di capelli che faceva schifo, ma mi trovavo bene.
 
QUINDI, FATTA ECCEZIONE PER MAURO, NON SIETE TUTTI MUSICISTI PROFESSIONISTI. QUALI SONO I PUNTI DI CONTATTO FRA VOI, QUINDI?
Mauro: diciamo che il gruppo si regge perché io sono l’unico che suona, mentre gli altri smanettano un po’ su alcuni strumenti. Quindi, ecco: è grazie a me se il gruppo si regge. (ride)
Gianni: alla fine è vero ciò che dice Mauro: non sappiamo suonare.
Mauro: ecco perché il pubblico si identifica!
Gianni: sì, guarda che è per questo che il pubblico si identifica in noi. dice: “guarda quei due lì, non sanno mica fare a suonare… Quello grosso sì, ma quei due magri fanno proprio schifo. Se suonano loro possiamo suonare anche noi…”
(ridono)
Luca: sì, Mauro è quasi un elemento di disturbo nel gruppo, nel senso che suona troppo bene…
 
COME E’ CAMBIATA LA VOSTRA PERCEZIONE DELLA MUSICA IN ITALIA SUONANDO PER LE STRADE?
Mauro: abbiamo visto che nelle diverse piazze in cui siamo stati la gente apprezza, e abbiamo cambiato qualcosa nella loro percezione della musica.
Luca: sì, è cambiata la percezione del nostro pubblico nei confronti della musica.
 
IN QUESTO PERCORSO COSA AVETE TROVATO, E COSA, EVENTUALMENTE, PERSO?
Gianni: ah, abbiamo perso degli strumenti!
(ridono)
 
E TROVATO?
Gianni: diversi oggetti raccolti per la strada, da suonare.
 
E L’AFRICA?
Gianni: è sempre lì, in attesa.
Mauro: improvvisamente. Improvvisamente l’Africa, che è un nostro brano.
 
MOLTI DEI VOSTRI BRANI NASCONO DALLE SENSAZIONI, I SUONI, E L’EVOLVERSI DELLA VITA QUOTIDIANA, E LA GENTE SE NE ACCORGE E VI SI RITROVA, ANCHE SE SUONATE SOLO PERCUSSIONI. COME VE LO SPIEGATE?
Mauro: ce lo spieghiamo intuendo che, alla fin fine, quello che noi suoniamo è quello che chiunque potrebbe suonare.
Gianni: sì, noi suoniamo il quotidiano…
Mauro: sì, il quotidiano, alle volte anche il settimanale, un mensile, e perché no? Un trimestrale…
(ridono)
 
E COME NASCONO LE IDEE PER I VOSTRI BRANI?
Mauro: mah, è come da bambini: a volte per caso, e a volte percussion… (ride)
 
AVETE AVUTO QUALCHE PERIODO DIFFICILE IN CUI AVETE MESSO IN DISCUSSIONE CIO CHE STAVATE FACENDO?
Gianni: sì, e l’abbiamo risolta cacciando via della gente che si aggiungeva al gruppo. (ride)
 
E QUAL’E’ LA COSA PIU’ DIFFICILE IN QUESTO MOMENTO?
Mauro: mettere a posto questo brano!
 
REPUTATE I LOU-d CAGE UNA BAND BRILLANTE?
Mauro: mah, più che brillante, direi tonica…
 
E COSA CI DITE DEL VOSTRO STILE ORMAI INCONFONDIBILE?
Gianni: che ne siamo confusi.
(ridono)
 
CHE MUSICA ASCOLTATE AL DI FUORI DEI LOU-d CAGE?
Luca: Castellina Pasi, Franco Bastelli & i Misters, Alberto Camerini, qualsiasi cosa, insomma… (ride)
Gianni: quel che più mi piace è la sigla di Pinocchio e ‘Ummagumma’ dei Pink Floyd.
Mauro: ‘Non Finirà’, di Enrico Ruggeri, e ‘Amarok’ di Mike Oldfield.
 
COME E QUANDO AVETE COMINCIATO AD UTILIZZARE STRUMENTI ‘ANOMALI’, COME VASSOI, POSACENERE, CARTER DI MOTORINI, BARILI, LATTE, TUBI IDRAULICI, FRENI D’AUTO, CERCHIONI, LA MAGGIOR PARTE PRESI IN PRESTITO DA LOCALI O SUPERMERCATI?
Luca: mah, da sempre. Io mi ricordo di aver cominciato a prendere in prestito le cose nei supermercati molto presto, sui 18 anni, credo.
Gianni: l’ultima volta che ho visto Mauro prendere in prestito qualcosa è stato quando e’ uscito da un teatro con un portaombrelli sottobraccio, che ancora suona…
Mauro: no, a dire il vero l’ultima volta che ho preso in prestito qualcosa eravamo in quel ristorante siciliano… Un portatovaglioli, mi pare. A parte gli scherzi: quando Gianni è venuto a casa mia e ha suonato il campanello, beh, quello era già l’inizio di un brano.
 
E COSA RIMANE DELLE PERCUSSIONI ETNICHE?
Gianni: tutto il resto.
 
MA LE DUE COSE CONVIVONO?
Mauro: tutto può convivere. Tutto è suono, e tutto è percussion…
 
IN SEI ANNI AVETE CAMBIATO SPESSO FORMAZIONE, INCLUDENDO NEL GRUPPO NUOVE LEVE, MA ALLA FINE, COME ALL’INIZIO, IL NUCLEO TORNA SEMPRE AD ESSER FORMATO DAI TRE MEMBRI FONDATORI. COME EVITATE LE TRAPPOLE CHE SOLITAMENTE DISTRUGGONO LA MAGGIORPARTE DELLE ALTRE BAND?
Mauro: prima scherzavamo, ma non era una bugia. Lo abbiamo già detto: allontanando chi crea disagio e contrasto. Effettivamente alla fine il nucleo principale, noi tre, che ha dato origine al gruppo, è quello che meglio ne esprime l’anima, musicalmente e idealmente. In passato qualsiasi altra formazione non ha funzionato, e chi è entrato a far parte dei LOU-d CAGE non riusciva ad entrare nell’armonia che ci permette di creare i nostri brani. Eravamo come frenati. L’unica soluzione era tagliare i rami marci, senza nulla volerne a nessuno: è solo un’esigenza creativa.
 
PER FINIRE: UN COMMENTO ALLA VOSTRA RECENTE VITTORIA AL ‘CONCORSO INTERNAZIONALE DEI MUSICISTI DI STRADA’.
Gianni: mi sembra impossibile: solo ora mi rendo conto che abbiamo qualcosa di importante in mano, ed è la nostra musica e il nostro gruppo.
Luca: Guarda: niente è per caso e tutto è percussion. Seriamente, la vita è strana: dagli obiettori a Matadepera passando attraverso l’inverosimile. E ho detto tutto. E’ impossibile elencare tutto quello che è successo in sei anni. Tutto per caso. Tutto per amicizia. Sostanzialmente è il coronamento di una bella amicizia.
Mauro: sono d’accordo con Luca. Ci siamo aggiudicati un premio che non ci aspettavamo, con un grosso consenso di pubblico, e per chi fa musica di strada è un riconoscimento importantissimo. E ancora non ci crediamo: per noi era una sorta di gita.
Un grazie a tutta la gente che ci apprezza e a quella che ancora non ci conosce.
Siete fantastici!
 

Sono le 01:35, e i LOU-d CAGE hanno appena ultimato il loro ultimo brano, Pinos, li salutiamo, e attendiamo la nascita del loro prossimo lavoro discografico, di cui, in parte, siamo stati testimoni.
 
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